Parliamo di numeri

  • Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati mentre i matrimoni sono diminuiti vertiginosamente.
  • Età media in cui ci separa: 45 anni per gli uomini, 42 per le donne.
  • Il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi riguardano coppie con figli.
  • Fino al 2005, i figli minori venivano affidati alla madre nell’80,7% delle separazioni e nell’82,7% dei divorzi. Nel 2006 in Italia è stato introdotto, con la legge 54/2006, il regime di affido condiviso.
  • Nel 2010 le separazioni con affido condiviso sono state l’89,8%. Ma nel paese del gattopardo dove tutto deve cambiare perché tutto resti uguale con l’invenzione del “collocamento prevalente” o del “genitore collocatario” – di prassi nei tribunali – è stata vanificata l’intenzione del legislatore sui tempi paritari che il minore ha diritto di trascorrere con ciascun genitore separato / divorziato.
  • Gli assegni di mantenimento per la prole vengono corrisposti nel 73% dei casi; nella quasi totalità (94%) è il padre a versare (anche se la legge 54/2006 parla di mantenimento diretto).
  • Nel 98% dei casi in cui viene concesso, l’assegno alimentare all’ex coniuge è corrisposto dal marito. Nonostante la legge sul divorzio parli di “coniuge debole” senza specificarne il sesso.
  • La  prima conseguenza del “collocamento prevalente” è l’assegnazione della casa coniugale al “genitore collocatario della prole”. Il “genitore prevalente” per i tribunali è quasi sempre la madre. Ciò è dovuto principalmente alla difficoltà, da parte dei giudici, a distaccarsi da precedenti prassi consolidate, che sono peraltro proprio quelle che la nuova legge 54/2006 intendeva correggere.
  • Sono circa mezzo milione le famiglie “allargate” in Italia, intendendo con questo termine coppie in cui almeno uno dei due partner ha alle spalle un precedente matrimonio o una separazione.
  • Alla famiglia tradizionale genitori-figli, negli ultimi 40 anni, si sono affiancate le famiglie monogenitoriali  composte da un solo genitore con un figlio, raramente due. Le nuove forme familiari raggiungono cifre altissime. Si aggiungono poi famiglie ricostituite non coniugate, famiglie omosessuali, famiglie composte da amici, da fratelli e da single.

In Svezia la richiesta di divorzio è immediata; se uno dei due si oppone ci vogliono al massimo 6 mesi. Occorrono 2 anni in Francia, in Svezia, in Olanda, in Inghilterra, in Germania. Dal 2005, nella cattolicissima Spagna c’è il “divorzio espresso” cioè la possibilità di divorziare unilateralmente in modo immediato. In Brasile si può richiedere il divorzio dopo 2 anni di separazione, senza la necessità di dover passare dal tribunale, con effetti immediati qualora i coniugi siano in accordo o non abbiano figli minori. Per quanto concerne l’assegnazione della casa coniugale, in seguito ad un divorzio, ecco cosa succede negli altri paesi: http://avvocatoiovine.advansis.it/articoli/l2019assegnazione-della-casa-coniugale-in-alcune

In Italia, nel 2012, vige ancora il doppio grado: prima c’è la separazione; trascorsi 3 anni si può richiedere il divorzio.

In Italia una separazione & un divorzio non conflittuali durano in media 4 anni e mezzo.

In Italia una separazione & un divorzio conflittuali durano in media 13 anni.

In Italia l’80% circa delle separazioni viene chiesto dalle donne.

In Italia il tempo medio impiegato per decidere il destino di chi si separa: 27 minuti.

E ancora:

  • 4.000.000 circa i padri separati di cui 800.000 rasentano la soglia di povertà
  • 950.000 genitori separati che possono vedere i figli poche ore a settimana
  • 150.000 genitori che hanno perso ogni contatto con i loro figli che sono, di fatto, orfani di un genitore vivo
  • 32.000 bambini sottratti alle famiglie per “inidoneità genitoriale” o altre motivazioni psichiatriche/psicologiche soggettive
  • 100 omicidi/suicidi ogni anno causati da un sistema che favorisce la conflittualità esasperata
  • 2 miliardi di euro è il volume di affari sviluppato dalle comunità per minori
  • 5 miliardi di euro valgono le separazioni per l’avvocatura
  • 1 miliardo di euro è il ricavo per gli operatori della psicologia e psichiatria

Si dedica tanto tempo (giustamente) a molte categorie in sofferenza o che richiedono maggiori diritti: dai disoccupati agli emarginati, etc. Ora è indispensabile colmare un vuoto che tocca le future generazioni, che le pregiudica sul nascere e che di fatto le rende ostaggio di scelte sbagliate o, peggio, di “non scelte”…

Da qui l’esortazione al senso di responsabilità, all’umana comprensione da parte dei politici che, prima di sedere sugli scranni, sono genitori, fratelli, sorelle, nonni, zii… sono innanzitutto parte di una società.

Uno speciale monito va anche a tutti coloro che devono applicare la legge esistente poiché, a fronte di “buone pratiche”, permangono larghissime sacche di arretratezza culturale e di pigrizia che non spostano in avanti la frontiera della conoscenza e continuano a pregiudicare i diritti dei figli, di fatto sopprimendo, in linea di massima, quelli dei padri.

Padri senza dignità perché messi in ginocchio dall’errata / pigra applicazione della Legge.

Padri ridotti ad essere un bancomat o una parentesi di svago settimanale nel migliore dei casi.

Tutto ciò prescindendo dal vero interesse prioritario: I FIGLI.

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